FUTSAL OVERALL

Perché investire sui portieri e l’importanza del ruolo del preparatore

INTERVISTA A DAVID CALABRIA

Continua il nostro cammino verso il Montesilvano Futsal Cup - IV° Edizione, interessati a comprendere meglio quali potranno essere gli sviluppi futuri del futsal.

È un periodo di massima esaltazione, siamo in pieno svolgimento degli UEFA FUTSAL EURO (campionati europei di calcio a 5), che si concluderà a fine anno con il FIFA FUTSAL WORLD CUP in Colombia, in programma dal 14 settembre al 2 ottobre 2016. In questo scenario internazionale si colloca il Montesilvano Futsal Cup, che ha le dimensioni di un mondiale per i settori giovanili di clubs provenienti da tutto il Mondo.

Ci s’interroga sulle opportunità e sulle evoluzioni di questa disciplina, che sta finalmente acquisendo una sua autonomia, come conferma la decisione presa dal Comitato Olimpico di inserire il futsal tra gli sport dimostrativi nelle Olimpiadi Giovanili del 2018 in Argentina.

Vogliamo alimentare l’interesse, la curiosità dei nostri lettori, coinvolgendo illustri personaggi del nostro futsal italiano, come mister David Calabria, persona stimata ed apprezzata, che con il suo apporto e professionalità ha contributo fattivamente alla crescita del movimento.

A lui abbiamo rivolto una serie di domande per comprendere quale sia lo stato di salute del futsal in generale.

Buongiorno Mister, vogliamo iniziare quest’intervista partendo proprio dalla notizia che in questi ultimi mesi ha campeggiato sui quotidiani e sulle riviste sportive di tutto il mondo. Il calcio a 5  è stato inserito come sport dimostrativo alle Olimpiadi Giovanili 2018 di Buenos Aires. Un passo avanti considerevole. Secondo lei, questa iniziativa porterà dei benefici al movimento?

Le Olimpiadi giovanili son sicuramente un bel passo in avanti, ma a mio parere sul tema olimpico è stato fatto poco, considerando le opportunità che ci sono state in passato per renderlo sport a cinque cerchi. Ricordo che, quando giocavo in nazionale, si parlava già di probabile sport dimostrativo a Barcellona 1992....

Questo sport ancora oggi ha limitati margini di crescita. Non a caso c'è un forte ridimensionamento degli investimenti economici rispetto alle spese folli di qualche anno fa; la realtà è che chi investe in questo sport non ottieni ritorni comunicativo pubblicitari.

Un professionismo diffuso potrebbe facilitare l’espansione di questo sport?

Certamente, ma non so quanto le società siano preparate a tale situazioni. Anni fa il volley fece un boom partendo proprio come il nostro sport. I media fanno la differenza: bisognerebbe organizzare meglio e di più gli eventi televisivi.

Si ragionava a suo tempo con un caro amico, anche lui innamorato di questo sport, e si pensava ad un ipotetica organizzazione del palinsesto televisivo e degli spazi pubblicitari all’interno dell’evento  sportivo. Entrambi eravamo convinti che per creare un interesse bisognava cambiare alcune regole dell’organizzazione di una partita, per consentire maggiori passaggi pubblicitari. Ad esempio si pensava ai time out, oggi due per tempo di lunghezza pari ad 1 minuto. Si poteva allungare il tempo portandoli a 2 minuti. Ancora, si era ipotizzato di "Allungare" gli eventi, suddividendo la partita in 3 tempi da 15 minuti effettivi, favorendo la striscia dei passaggi pubblicitari, fra un tempo e l’altro di gioco. Un esempio importante ci arriva proprio dalla finale del super bowl, la sua organizzazione e la sua durata è incentrata tutta sugli stacchi pubblicitari. 

Quali sono i cambiamenti più profondi che hai notato da quando hai iniziato a praticare il calcio a 5?

Io ho attraversato tutte le epoche, partendo dalla serie A del giovedì sera, dal "mikasa" che andava a mille all'ora, alle porta di 2 metri e dieci di altezza e la linea degli 11 metri di tiro (antesignana dell'attuale tiro libero), fino ad oggi. Cambiamenti ce ne sono stati, è un altro mondo, difficile da confrontare. Si tratta di evoluzioni figlie dell’esperienza, dello sviluppo e della conoscenza, che si acquisisce nel tempo. Direi un atto dovuto. 

Parliamo di “ analisi del ruolo” e quindi di portieri. Quali sono le caratteristiche fisiche e mentali per diventare un buon portiere di calcio a 5?

Tecnica individuale, tattica individuale, consapevolezza dei mezzi, personalità e gestione delle risorse mentali nelle fasi di allenamento e di partita. Un menu che deve accompagnare quotidianamente il...pasto di campo del portiere.

A proposito di portieri e preparazione, hai creato una Associazione specifica (Associazione Italiana Preparatori Portieri Futsal – A.I.P.P.F.), ma soprattutto un mondo di preparatori che proliferando a macchia d’olio in Italia: quali impressioni e notizie?

Enorme soddisfazione, inutile negarlo. E’ una delle poche cose che mi rendo orgoglioso, perché me ne sento protagonista, avendo davvero creato io stesso un movimento. Il supporto successivo dei miei collaboratori del’AIPPF Nogara, Shindler, Costanzi e Mancini è stato elemento necessario per definire e coordinare il tutto. Quest’anno festeggeremo il 10mo Master dell’Associazione, ne siamo fieri ed entusiasti. L’obiettivo è dichiarato: veder riconosciuta ufficialmente la figura del “preparatore dei portieri di futsal”. Di strada ne abbiamo fatta tantissima, credetemi, ne stiamo facendo e ne faremo ancora.

La figura del preparatore dei portieri è ormai indispensabile eppure molte società non si sono strutturate in tal senso. Perchè?

Scelte strutturali sbagliate e superficiali. Si pensa magari a prendere un giocatore in più, sacrificando una figura del genere. Stesso discorso vale per esponenti dello staff medico. Quindi a volte sono scelte economiche sbagliate, determinate da un approccio superficiale dei general manager delle Società. Eppure il portiere porta punti …

A livello “Settore giovanile” si è verificato un inversione di tendenza; il trend è in crescita; sono sorte numerose scuole di calcio a 5. Le società tesserate sono oltre tremila. Quale sono le motivazioni di questo sviluppo improvviso?

C’è una maggiore consapevolezza legata alle peculiarità di questo sport; chi opera nel settore ha trasmesso un forte imprinting orientato verso “una forte specializzazione in questo sport”; a questo si aggiunga che si è preso coscienza della necessità di costruire un settore giovanile per dar seguito agli sviluppi della Società. In questo la crisi economica ha portato un forte contributo, valorizzando ancor di più questa prospettiva. 

Che suggerimento ti senti di dare alle scuole calcio a 5 per trasmettere ai loro tesserati che questo sport è il punto di arrivo e non una rampa di lancio verso il “Calcio a 11”?

Gli esempi recenti di campioni del calcio (Iniesta, Xavi, Neimar), con tanto di dichiarazioni di amore e ringraziamento verso il futsal, praticato in gioventù, possono accrescere il numero di praticanti, ma nello stesso tempo tradire le attese, soprattutto di chi crede che il futsal è propedeutico per arrivare a praticare un buon calcio, ma è un rischio da correre. Perché credo che la bellezza di questo sport e la bravura nella pratica dello stesso, porti ad una forte fidelizzazione; difficilmente il praticante andrà a cercare fortuna altrove. Paradossalmente, questa campagna mediatica avvalorata dai grandi campioni, potrebbe restituire al calcio tutti quei giocatori che non trovano spazio nel futsal; se pensiamo che per anni il calcio a 5 è stato visto come ricettacolo di chi al calcio non riusciva, direi che sarebbe un grande successo.

Quali sono secondo te i punti di forza di questo sport rispetto al più noto calcio a 11?

A livello amatoriale, la facilità di organizzazione una partita, la possibilità di divertirsi giocando il pallone in continuazione sono elementi fondamentali per la diffusione di questo sport. Nella pratica agonistica, velocità di pensiero e di esecuzione nelle giocate, componenti di tattica individuale specifica (tiro di punta, stop orientato), fanno sì che si crei un’attitudine attentiva e di prestazione più dinamica rispetto al calcio. Pensieri e gesti veloci sono il kit di bellezza del nostro sport. Da parte del calcio, gli spazi larghi consentono forse maggiori gesti tecnici, ma con ritmi decisamente più blandi.  

Il Montesilvano Futsal Cup giunge quest’anno alla sua IV° Edizione. Lo scorso anno sei stato partita attiva nello sviluppo della Manifestazione, coordinando uno stage di grande successo, dedicato ai portieri con la partecipazione di Stefano Mammarella. Cosa ricordi di questa esperienza?

La presenza numerosa e l’entusiasmo giovanile, che si percepiva in campo e fuori, hanno contribuito a rendere l’evento memorabile, di una bellezza surreale. In più, lavorare con Stefano è stato incredibile; abbiamo organizzato e portato avanti una serata lavorando con 63 portieri, riadattando in corsa il programma didattico a causa della forte partecipazione; c’era quasi da spaventarsi… Ed invece quel mix tra teoria, e pratica applicata sul campo, sfruttando le potenzialità di un campione straordinario qual’è Stefano, hanno portato alla realizzazione di una serata indimenticabile per i ragazzi, ma anche per noi. È anche la conferma del desiderio da parte dei ragazzi di conoscere i miti di questo sport, di studiare i loro comportamenti, di crescere ed approfondire la disciplina, a vantaggio del futsal.


LA CARRIERA DI DAVID CALABRIA

David Calabria (Roma, 1º settembre 1970), ex giocatore di calcio a 5 è ora allenatore di calcio a 5 italiano. Portiere abile con i piedi, fu definito da Alessandro Nuccorini come “il primo esempio di portiere moderno nel calcio a 5”.

Rappresenta nella storia del calcio a 5, a girone unico, il portiere che ha segnato più gol, circa 60, in assoluto.

Carriera da Giocatore

Inizia a giocare a calcio nel 1980 nel settore giovanile della Società Sportiva Lazio nel ruolo di portiere, approdando al calcio a 5 nel 1986. Dopo gli inizi di carriera a Roma (Tevere Remo, Zeffiro Ladispoli, Roma Barilla, Roma RCB, Fiumicino) gira l'Italia, approvando a Cagliari, nell’Associazione Sportiva Augusta, nell’ITCA Torino (con cui vince una Coppa Italia e una Supercoppa italiana),  nell’AF Firenze Calcio a 5, nel Prato Calcio a 5, dove termina la sua carriera nel 2000 in seguito a un grave infortunio alla spalla.

Nel corso della sua carriera ha totalizzato 501 presenze in serie A e 15 presenze con la maglia della Nazionale, più altre 16 presenze con la selezione universitaria. Il suo palmarès comprende un titolo nazionale Under 18, un del Torneo dei Campioni - Under 18 (Praga 1989), Campione del Mondo Universitario 1990, Miglior Portiere Mondiali Universitari di Malaga 1992, vittoria nel Mundialito 1994.

Carriera da Allenatore

Comincia la sua attività di allenatore quando è ancora in attività. Allena il Fiumicino Juniores nel 1994, vincendo prima il titolo provinciale, poi il titolo regionale. Nel 1995 guida la prima squadra del Fiumicino 5, vincendo il campionato di Promozione. A seguire si concentra solo sulla carriera di giocatore, terminata la quale riprende ad allenare nel 2000. In quell’anno è alla guida del Torrino, con cui vince in due anni due campionati consecutivi, passando dalla serie C (dove a suo tempo stabilì il record di punti nella storia di categoria) fino alla serie A2. Nel 2003 passa come Direttore Tecnico all'Ostia calcio a 5, ottenendo l'ennesima promozione dalla serie B alla serie A2. Nella stagione 2004-2005 è il Commissario Tecnico della Rappresentativa Regionale di Calcio a 5, con cui è Campione d'Italia al Torneo delle Regioni (Umbria 2005). Nella stagione 2005-2006 allena la Stella Azzurra Ostia, squadra con cui sfiora i play off per la promozione in serie A2, mentre a giugno 2006 vince nuovamente il Torneo delle Regioni (fase interregionale) con la Rappresentativa Regionale del Lazio. Nella stagione 2006-2007 svolge il ruolo di Direttore Tecnico nel Pomezia calcio a 5, squadra con cui raggiunge i play-off per la promozione in A2. Nel biennio 2007-2009 allena l'Albano calcio a 5; nel biennio 2009-2011 allena la Queen's Capitolina Calcio a 5, con cui nella stagione 2011-2012 diventa il Responsabile del Settore Giovanile: in quell’anno la società vince la Coppa Disciplina in tutte e tre le squadre giovanili. Nel 2012-2013 diventa Responsabile Tecnico di tutti i portieri della Capitolina, e al contempo è preparatore dei portieri della Virtus Roma C5, serie A femminile. Nella stagione 2013-2014 è allenatore della Serie A Lazio Femminile Calcio a 5, con cui conquista la Coppa Italia 2014, lo Scudetto 2014 e stabilisce il record, nella storia del futsal maschile e femminile A nazionale, con 34 vittorie in 34 partite.

Attività tecnica

È autore di tre libri: "Il portiere di Calcio a 5", "Calcio a 5 - Nuove esercitazioni per il portiere" e infine "Il portiere di calcio a 5: analisi del ruolo e metodologia di allenamento". Ha inoltre collaborato con Alessandro Nuccorini e Roberto Menichelli alla stesura di alcuni manuali tecnici, curando le sezioni dedicate al portiere. Dal 2010 è Tecnico di I livello a Coverciano, in seguito diventa docente ai Corsi Master di I Livello, presso il Settore Tecnico di Coverciano.


 

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